Consumo di suolo e sicurezza alimentare: Dinamiche dell’uso dei suoli nella provincia di Bologna
Nel quadro delle analisi relative all’entità del processo di modifica dell’uso del suolo si analizza il fenomeno di urbanizzazione avvenuto nella provincia di Bologna in anni recenti.
1920 circa. “Scariolanti” al lavoro durante la costruzione dei canali di bonifica nella bassa bolognese. Foto archivio Consorzio della Bonifica Burana
I recenti rapporti della Commissione europea evidenziano come le dinamiche di uso dei suoli e delle terre influenzino in modo determinante la qualità di vita degli abitanti sotto molteplici profili (European Environment Agency ). Nel quadro delle analisi relative all’entità del processo di modifica dell’uso del suolo si analizza il fenomeno di urbanizzazione avvenuto nella provincia di Bologna in anni recenti.
Come accade ormai in modo generalizzato, la provincia di Bologna, dopo l’intensa urbanizzazione che ne ha trasformato il volto, ha conosciuto nel quinquennio 2003 – 2008, prima della crisi immobiliare, una forte accelerazione alla trasformazione del territorio.
In questo periodo sono stati sottratti all’agricoltura più di 3600 ettari di terreni coltivati, trasformati in aree urbanizzate o in insediamenti produttivi.

Figura 1 Variazione dei principali usi del suolo nella provincia di Bologna nel periodo 2003 – 2008 (ettari)
Se fossero stati tutti coltivati a grano, i circa 3600 ettari di terreno agricolo urbanizzato avrebbero prodotto nel 2011, 28 mila tonnellate di grano, pari al fabbisogno calorico per un il 10% dei circa 992 mila residenti in provincia.
Nel concreto ricordiamo che la Regione Emilia – Romagna nel 2011 ha prodotto da sola più del 30% del grano tenero nazionale e che l’Italia è una forte importatrice di grano tenero. (http://agri.istat.it/jsp/dawinci.jsp?q=plC010000010000012000&an=2011&ig=1&ct=243&id=15A|18A|25A)
Se si continuasse a perdere terreno agricolo a questo ritmo, arriveremmo in tempi rapidissimi a incidere su fabbisogni alimentari primari.
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